29 Anni di Storia - La Carta del lavoro e gli italiani

Lo Stato fascista accanto alle tre funzioni tradizionali, la legislativa, l’amministrativa e la giudiziaria, ha aggiunto quella corporativa, vera e propria quarta funzione dello Stato.


(SERGIO PANUNZIO, Il fondamento giuridico del fascismo, Bonacci, Roma 1987, p. 118)



Fascismo: stato sociale o dittatura?

Una lunga ricerca sulla Carta del Lavoro e sulle leggi che hanno reso il fascismo una delle esperienze politiche più interessanti del novecento.

Un libro di 320 pagine con all'interno 198 foto di opere pubbliche realizzate in Italia e nelle colonie.

"Ho detto che l’obiettivo del regime nel campo economico è la realizzazione di una più alta giustizia sociale per tutto il popolo italiano [...]. Che cosa significa [...]? Significa il lavoro garantito, il salario equo, la casa decorosa, significa la possibilità di evolversi e di migliorare incessantemente."

(BENITO MUSSOLINI, Discorso agli operai di Milano, «Il Popolo d'Italia», 7 ottobre 1934, in Opera Omnia, XXVI, p. 357. )



Sommario

1914-1924

LE PREMESSE ALLA TRASFORMAZIONE DELL'ITALIA LIBERALE

1 - L'Internazionale Socialista e la prima guerra mondiale

2 - Socialisti e fascisti. Gli scontri, le differenze politiche e gli obiettivi

3 - Il nemico da abbattere: il Liberalismo

4 - Premesse all'associazionismo fra lavoratori. Il sindacalismo al centro dello Stato.

1926-1927

VERSO UN NUOVO SINDACALISMO

1 - La Carta del Lavoro

2 - L'organizzazione sindacale fascista

3 - La legge sindacale

4 - Ulteriori funzioni dei sindacati e nuovi istituti in campo sociale

5 - Principali disposizioni in materia di lavoro per i lavoratori e per gli imprenditori

6 - Le opere nazionali

1930-1934

DAL SINDACALISMO AL CORPORATIVISMO

1 - Principi di economia corporativa

2 - Gli organi Corporativi Centrali

3 - Come, in certi momenti, si formarono i prezzi

4 - Capitalismo e Corporativismo

5 - La Camera dei Fasci e delle Corporazioni

6 - Come si arrivava alla formazione di una legge

SPECIALE OPERE PUBBLICHE

Una carrellata di 198 foto delle maggiori opere pubbliche del Ventennio. Immagini dalla collezione privata degli autori

Gli Autori

Martina Mussolini

Martina Mussolini (figlia di Guido e quindi nipote di Vittorio Mussolini, primogenito di Benito), è nata a Forlì il 27 luglio 1969.
Dopo aver riportato la maturità scientifica a Caracas (Venezuela), è tornata in Italia dove si è diplomata prima ottica, nel 1990, e quindi optometrista nel 1993.
Infine, nel 2008, ha conseguito la laurea in lingue e letteratura straniera con 110 e lode. Dal 2010 gestiva la propria attività “Ottica Martina” a Sinalunga (SI). Nel gennaio 2016 è morta per un male incurabile.

Andrea Piazzesi e Edoardo Fantini

Nati entrambi a Siena nel 1957, si conoscono e sono amici da quasi quarant’anni.
Hanno condiviso gli anni spensierati dell’Università vivendo, con passione, l’ambiente goliardico che a Siena, da sempre, riesce a coinvolgere tanti giovani studenti.
Il primo si è laureato in giurisprudenza ma, dopo qualche anno di professione, ha cambiato radicalmente settore. Da circa vent’anni lavora come funzionario commerciale nel campo dell’editoria tecnico professionale.
Il secondo si è laureato in medicina e, da molti anni, svolge la professione di dentista a Buonconvento, a pochissimi chilometri da Montalcino (SI), ove risiede.
Tutti e tre appassionati alle vicende del fascismo e cercano di ristabilire la verità sui tanti aspetti di quel lungo ed importante periodo della nostra storia che, troppe volte, sono stati ingiustamente infangati.
In quest’ottica, hanno ritenuto indispensabile scrivere un libro che facesse conoscere agli italiani un documento di fondamentale importanza: “La Carta del Lavoro”.
Questo atto, che indubbiamente rappresenta la sintesi di tutto il pensiero fascista, creò i presupposti per una società informata a veri principi di giustizia sociale, da sempre sconosciuti agli stati liberali.
Ebbene, anche storici di fama internazionale, come Renzo De Felice, non fanno che brevi cenni sull’argomento addirittura disconoscendone gli enormi meriti.
Proprio il principale storico del fascismo appena citato arriva a sostenere che < la Carta del lavoro non innovava in realtà un gran che e che in essa "nulla insomma vi era di rivoluzionario". (Mussolini il fascista, l’organizzazione dello Stato fascista 1925-1929 Einaudi editore, Torino 1968 terza edizione, pag. 296)
Ci è sembrato giunto il momento di ristabilire la verità affinché gli italiani e, soprattutto, le nuove generazioni, siano LIBERE di giudicare come realmente andarono i fatti.
Buona lettura a tutti.

"Io ritengo che il fascismo debba applicare gran parte delle sue energie all'organizzazione e all’inquadramento delle masse lavoratrici, anche perché ci vuole qualcuno che seppellisca il liberalismo.
Il sindacalismo è l’affossatore del liberalismo."

(B. MUSSOLINI, Discorso al congresso nazionale del partito fascista, «Il popolo d’Italia», 22 giugno 1925, in Opera Omnia, XXI, p. 359)

La vetrata di Mario Sironi che rappresenta la Carta del lavoro

La vetrata venne commissionata al maestro dall’allora ministro delle Corporazioni Giuseppe Bottai per celebrare il documento di riforma del lavoro del 1927 e Sironi realizzò un’opera monumentale di quasi 75 metri quadri, delineando le iconografie del lavoro, dei cicli delle arti e dei mestieri.
Arcate ferroviarie, ciminiere d’industria, personaggi dalle forme possenti e statuarie: Sironi ha disegnato ed espresso con grande forza espressiva la fatica, ma anche il valore assoluto del lavoro.
Gli Autori del libro hanno ritenuto che la stupenda “Carta del lavoro” realizzata dall’artista futurista, si adattasse perfettamente a diventare l’immagine rappresentativa di quello che essi hanno voluto trasmettere con questo libro.
L’idea di un fascismo fatto di leggi ben fatte, tese a permettere all’individuo di esprimersi al meglio sè stesso sia in ambito lavorativo che nelle relazioni sociali, per il bene della nazione, dell’economia e del cittadino stesso.

“Chi dice lavoro dice borghesia produttiva e classi lavoratrici delle città e dei campi. Non privilegi alla prima, non privilegi alle ultime, ma tutela di tutti gli interessi che si armonizzano con quelli della produzione e della Nazione.” (BENITO MUSSOLINI, Discorso alla Camera dei deputati del 16 novembre 1922)

L’importanza della Carta del Lavoro è tale che si può considerare senza alcun dubbio il documento più importante di tutto il periodo fascista. Per la prima volta i datori di lavoro furono costretti a tenere in considerazione le esigenze dei lavoratori nel regolare i loro rapporti.
Le numerose dichiarazioni in essa contenute, una volta attuate, fecero dell’Italia uno Stato all’avanguardia per la garanzie sociali offerte a tutti i suoi cittadini.

la Carta del Lavoro di Mario Sironi

Il Fascismo funzione di Stato

Il libro mette in mostra aspetti meno conosciuti del Fascismo funzione di Stato, partendo dall’analisi delle leggi del ventennio con particolare riguardo alla Carta del Lavoro.
Il titolo, volutamente provocatorio, lascia poi al lettore la riflessione. Sarà chi legge a valutare se si possa inquadrare il Fascismo come Stato Sociale o come dittatura.
In appendice si trova un interessante inserto con circa 200 foto di opere pubbliche realizzate durante il Fascismo e raccolte dagli Autori durante anni di ricerca negli archivi, le quali vogliono essere una testimonianza tanglibile di quanto il Fascismo abbia fatto al livello sociale.