Martina Mussolini

Martina Mussolini (figlia di Guido e quindi nipote di Vittorio Mussolini, primogenito di Benito), è nata a Forlì il 27 luglio 1969.
Dopo aver riportato la maturità scientifica a Caracas (Venezuela), è tornata in Italia dove si è diplomata prima ottica, nel 1990, e quindi optometrista nel 1993.
Infine, nel 2008, ha conseguito la laurea in lingue e letteratura straniera con 110 e lode.
Dal 2010 gestisce la propria attività “Ottica Martina” a Sinalunga (SI), dove risiede.

 

Andrea Piazzesi ed Edoardo Fantini

Edoardo Fantini ed Andrea Piazzesi, nati entrambi a Siena nel 1957, si conoscono e sono amici da quasi quarant’anni.
Hanno condiviso gli anni spensierati dell’Università vivendo, con passione, l’ambiente goliardico che a Siena, da sempre, riesce a coinvolgere tanti giovani studenti.
Il primo si è laureato in medicina e, da molti anni, svolge la professione di dentista a San Quirico d’Orcia, a pochissimi chilometri da Montalcino (SI), ove risiede.
Il secondo si è laureato in giurisprudenza ma, dopo qualche anno di professione, ha cambiato radicalmente settore. Da circa vent’anni lavora come funzionario commerciale nel campo dell’editoria tecnico professionale.
Tutti e tre sono appassionati alle vicende del fascismo e cercano di ristabilire la verità sui tanti aspetti di quel lungo ed importante periodo della nostra storia che, troppe volte, sono stati ingiustamente infangati.
In quest’ottica, hanno ritenuto indispensabile scrivere un libro che facesse conoscere agli italiani un documento di fondamentale importanza: “La Carta del Lavoro”.
Questo atto, che indubbiamente rappresenta la sintesi di tutto il pensiero fascista, creò i presupposti per una società informata a veri principi di giustizia sociale, da sempre sconosciuti agli stati liberali.
Ebbene, anche storici di fama internazionale, come Renzo De Felice, non fanno che brevi cenni sull’argomento addirittura disconoscendone gli enormi meriti.
Proprio il principale storico del fascismo appena citato arriva a sostenere che < la Carta del lavoro non innovava in realtà un gran che> e che in essa <nulla insomma vi era di rivoluzionario>. (Mussolini il fascista, l’organizzazione dello Stato fascista 1925-1929 Einaudi editore, Torino 1968 terza edizione, pag. 296)
Ci è sembrato giunto il momento di ristabilire la verità affinché gli italiani e, soprattutto, le nuove generazioni, siano LIBERE di giudicare come realmente andarono i fatti.
Buona lettura a tutti.