ACEA vetrata Sironi lavori conservativi

 

La vetrata venne commissionata al maestro dall’allora ministro Giuseppe Bottai per celebrare il documento di riforma del lavoro del 1927 e Sironi realizzò un’opera monumentale di quasi 75 metri quadri, delineando le iconografie del lavoro, dei cicli delle arti e dei mestieri.

Arcate ferroviarie, ciminiere d’industria, personaggi dalle forme possenti e statuarie: Sironi ha disegnato ed espresso con grande forza espressiva la fatica, ma anche il valore assoluto del lavoro.

Gli Autori del libro hanno ritenuto che la stupenda “Carta del lavoro” realizzata dall’artista futurista, si adattasse perfettamente a diventare l’immagine rappresentativa di quello che essi hanno voluto trasmettere con questo libro.

L’idea di un fascismo fatto di leggi ben fatte, tese a permettere all’individuo di esprimersi al meglio sè stesso sia in ambito lavorativo che nelle relazioni sociali, per il bene della nazione, dell’economia e del cittadino stesso.

 

 

“Chi dice lavoro dice borghesia produttiva e classi lavoratrici delle città e dei campi. Non privilegi alla prima, non privilegi alle ultime, ma tutela di tutti gli interessi che si armonizzano con quelli della produzione e della Nazione.”

(BENITO MUSSOLINI, Discorso alla Camera dei deputati del 16 novembre 1922)

 

 

L’importanza della Carta del Lavoro è tale che si può considerare senza alcun dubbio il documento più importante di tutto il periodo fascista.

Per la prima volta i datori di lavoro furono costretti a tenere in considerazione le esigenze dei lavoratori nel regolare i loro rapporti.

Le numerose dichiarazioni in essa contenute, una volta attuate, fecero dell’Italia uno Stato all’avanguardia per la garanzie sociali offerte a tutti i suoi cittadini.

 

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